Palmiro Togliatti durante un suo discorso alla Camera
pronunciò la celeberrima frase “Veniamo da molto lontano e andiamo molto
lontano”.

Io invece ho pensato a questa frase non appena mi sono
accorto che domani i capoccioni della Fifa faranno i sorteggi per i prossimi
Mondiali. La Nazionale.
E non l’ho fatto in riferimento alla nostra tradizione
calcistica,a Rivera, Paolo Rossi, Cannavaro… niente di tutto ciò, niente di
così nobile.
Ho semplicemente pensato che il Mondiale comincia fra 6 mesi
(metà anno è una quantità di tempo troppo grande se pensate a quando morirete)
e questa cosa già mi fa star male. Già da ora. E chissà per quanto ne avrò.
I miei pensieri vanno alle notti in bianco prima delle partite, ai pranzi
rovinati dall’inappetenza causata dalla tensione, alle intere casse di Peroni ingurgitate
e ai conseguenti kili di tabacco, ai lunghi rosari di bestemmie rivolte al
digitale terrestre, a tutti gli apparati
tecnologici, ai loro ingegneri, tecnici, impiegati, i loro figli, le loro
mogli, i lori avi, colpevoli di complottare per sabotare i loro diabolici
aggeggi solo quando su Rai1 c’è la diretta della partita ed io mi siedo sul
divano.
Altrimenti come puoi spiegare il fatto che alle 20 e 40 si
vedeva “a specchio” mentre mangi patatine e fumi nervosamente ed
improvvisamente alle 20 e 44 non si vede un cazzo di niente?
Dicevo, il sorteggio.
Val la pena che mi metta a tediarvi sul regolamento di tale
stratagemma, del suo cambiamento ad hoc per far entrare in una fascia migliore
i mangiarane? Non credo che ve ne freghi qualcosa. A me interessa solo che la
Nazionale abbia un bel girone facile facile, battiamo tutti, passiamo agevolmente
tutte le fasi e vinciamo questa competizione. In modo tale da continuare ad
insultare in giro per il mondo ogni francese che mi capiti a tiro, far
vergognare ogni tedesco di aver avuto un nonno nazista e ricordargli che con
noi non vincono da una vita. Manco a briscola.
Invece no. Il cammino sarà lungo, tortuoso, pieno di
ostacoli: una via crucis. Arriverò a stare in pensiero per qualsiasi cosa, mi
documenterò persino riguardo alle
condizioni di forma del terzino dell’Ecuador ( “me pare Pelè” rispose Totti
quando gli domandarono se conoscesse De La Cruz ) .
Dunque scrivere questo post fa parte dei riti, delle macumbee stregonerie che faccio prima di ogni partita importante della Nazionale. L’ho
fatto durante l’Europeo del 2012 : un post ogni pre-partita. Tranne per l’ultima,
la più importante. L’unica che abbiamo perso. Quindi, sì, sono decisamente
scaramantico.
N.d.a: sarà di nuovo vietato tifare gridando il nome del
partito che hanno appena rifondato (adoro questa parola) accoppando il popolo
delle libertà. Io non l’ho detto e voi mi avete inteso.